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Però, che belli mi sono venuti….

Sono sempre stato attento alle previsioni meteo. Lavorando all’aperto o dovendo dirigere e organizzare lavori nei parchi e sugli alberi, è inevitabile scrutare il cielo e agire di conseguenza.
Nell’elenco dei siti preferiti ce ne sono diversi che trattano di previsioni meteo.
E comunque ormai ho una certa esperienza e un senso che si è sviluppato negli anni per capire se davvero pioverà oppure no.
   Sapevo che oggi sarebbe venuta a quell’oddio.
Nei giorni precedenti mi sono indaffarato per zappare tutte le parti dell’orto dove c’erano fagioli, agli, cipolle e patate ormai libere.
Stamani di corsa a piantare zucchine (perché quelle messe in maggio ormai sono quasi a fine produzione), cavolfiori novembrini, porri e radicchi rossi e pandizucchero.
E allora girarsi verso la finestra e vedere piovere copiosamente è una bella sensazione, e la (quasi) certezza che il lavoro è stato fatto bene, nei tempi giusti e darà un buon raccolto.
Stasera ho colto i primi pomdori di quest’anno.
Favolosi.
Peccato aver mangiato da solo: era proprio un momento da condividere.
Ma ce n’ho ancora tanti che stanno per maturare…
Questo è uno dei momenti più belli di tutta la stagione. Ancora l’estate non ha fatto sentire i morsi della sete e le bruciature dei raggi di sole troppo insistenti.
Tutto è nel massimo splendore e nel pieno della maturazione.
Aspettando i pomodori si possono raccogliere pesche, susine e le prime pere.
Zucchine, cavoli cappucci, erbucce, cetrioli, insalate, fagiolini e bietoline rosse, di cui ho abbondato nella semina immaginandomi un bel film, tutto positivo.
Comunque c’è sempre da lavorare. Si deve dare il ramato, legare i cetrioli e i pomodori, scacchionare i pomodori, rincalzare e zappare sempre intorno alle piante, e chiaramente innaffiare possibilmente ogni giorno nelle ore più fresche con acqua a temperatura ambiente.
Ma insomma questo è uno dei momenti che danno più soddisfazione.
pesche vellutate |
zucchini fiorentini |
legatura dei cetrioli |
do los ramatos |
raccolto di una sera |
particolare bietolina |
pomodori pachino |
susine da urlo |
cavololella |
A parte mi domando come avranno fatto ad arrivare sulla mensola di legno dove tengo le mie piantine di cavolo in attesa del trapianto, fuori dalla finestra di cucina al secondo piano. Ma poi perché proprio qui, ora e a me… maledetti bruchi.
Così stamani quando sono andato ad innaffiare e salutare le mie piantine di cavolella, broccolo e cavolo romano, ho visto lo scempio dei bacacci verdi ancora all’opera.
Chiaramente ho fatto un’eccezione e non ho ascoltato le mie convinzioni non violente e ho ucciso sadicamente i 4 o 5 bruchi.
Li avrei dovuti appendere vicino ai vasetti come monito per gli altri schifosi vermi verdi che eventualmente si trovassero nei paraggi.
Adesso ho controllato… tutto a posto.
Mi aspetto un altro attacco, ma questa volta sono allertato e pronto a combattere.
Non potrà durare di piovere tutta l’estate. Quindi verranno i giorni in cui l’attività principale e fondamentale sarà quella di innaffiare l’orto.
Nel frattempo non manca certo qualcosa da fare.
Si legano e si scacchionano i pomodori, si da il ramato, si curano le giovani piantine di porro, di cavolo cappuccio, verza, romano e broccolo che sono già cresciute nei vasetti e dovranno essere trapiantate verso metà luglio.
Si possono concimare zucche, cetrioli, pomodori, insalate, sedani, melanzane, erbucce, bietole. Insomma tutto tranne che i fagioli che non ne hanno bisogno.
   
Ma quello che più è importante in questo momento è lavorare di zappa: sarchiare e rincalzare.
Ossia tenere pulito l’orto dalle erbacce, mantenere soffice e arieggiata la terra vicino alle piantine, delimitare bene i viottoli, e avvicinare il terreno (ad esempio alle cipolle, fagioli, cavoli e patate), in modo da sostenere la pianta e/o favorire lo sviluppo dei bulbi e dei tuberi.
Un’altra birbonata che si fa in giugno e quella di “piegare la fronda” alle piante di aglio affinché i capi (i bulbi) vengano più grossi.
Una delle operazioni più importanti per la coltivazione del pomodoro è quella di togliere i getti laterali che crescono tra il fusto e le ramificazioni o alla base della pianta.
Noi li chiamiamo “maschioli” e l’operazione è detta “scacchionatura”, dal termine “cacchione” ossia le penne sottopelle dei polli.
C’è anche chi le chiama “femminelle”.
L’importante è togliere questi getti prima possibile, altrimenti la pianta si sviluppa in orizzontale, diventa un “macchiaio” a scapito della produzione e della grandezza dei pomodori.
Questa operazione va ripetuta regolarmente durante tutta la vita dei pomodori.
Via via che le piante crescono vanno legate alla canna di sostegno e nell’occasione sarà bene effettuare questa potatura semplicemente con le dita staccando con delicatezza i giovani getti.
Fate attenzione a non tirarli, ma staccateli con le dita in modo deciso, quasi come una pinza.
In questo modo la pianta avrà un unico stelo grande da cui partiranno i grappoli dei frutti.
Per alcune varietà, tipo Sammarzano la scacchionatura non è necessaria, specie se allevati senza sostegno.
Sia chiaro, non è una tecnica di coltivazione illecita quella delle canne ai pomodori.
E non cercate doppi sensi che non esistono.
Ai pomodori (e non solo a loro) per il loro sviluppo serve il sostegno di una bella canna.
Cercate delle canne robuste, le migliori sono quelle di bambù (bambulèèè) e poi piantatele bene nel terreno a pochi centimetri dal fusto. Attenzione però a non danneggiare le radici della piantina.
Io preparo delle canne di circa due metri (praticamente un cannone).
Le migliori le metto agli estremi della fila e una nel mezzo.
Prima di piantare le canne nel terreno, è meglio fargli una punta usando un segolo.
In questo post e nelle foto è descritta solo la prima fase.
Successivamente (lo documenterò) sarà necessario legare il pomodoro alla rispettiva canna con un filo di rafia o altri prodotti naturali e senza usare quella plastica verde che vendono a rocchetti e che alla fine finisce nel terreno e strozza la pianta.
Poi si metteranno altre canne in orizzontale, legate e intrecciate alle principali. Io faccio tre livelli, su cui lego le ramificazioni per sorreggere i pomodori, specie se sono di razze con produzione di frutti molto pesanti.
E vedrete che pomodori psichedelici verrà fuori…
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