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Difficile mettere piede nell’orto dopo che è stato allagato e dopo altri giorni di pioggia e di nebbie mattutine.
E’ una strana sensazione camminare e sentire sprofondare la terra lavorata che ha ospitato le verdure durante l’estate… un senso di desolazione poi vedere le piante di cetrioli e di pomodori ridotte a steli con poche foglie secche e qualche frutto avvizzito.
  Però… però le erbucce stanno bene, i cavoli sono cresciuti e qualcuno già pronto, i porri ce l’hanno fatta, i peperoncini hanno ancora tanti frutti che potrebbero maturare e i radicchi sono proprio belli.
 E visto il momento estremamente complicato questo raccolto ci sta proprio bene per sfamare il citto biondo in questo week-end di inizio ottobre.
Finché la terra non sarà più asciutta è inutile, anzi dannoso, stare nell’orto.
Poi, oltre a togliere le piante morte, si dovrà zappare intorno ai porri, ai cavoli e a tutto quello che c’è, seminare cipolle e baccelli, iniziare a vangare il terreno semmai buttandoci concime organico, in preparazione delle colture di primavera…
Chi fa l’orto vive del presente, guarda sempre avanti e non può che affidarsi al domani.
Va bene che in Italia siamo abituati ai peggio trasformismi e che il clima politico è quello che è.
La spezia più usata da tutti i poveri del mondo, rossa per antonomasia, diventare nera…
Da loro non me lo sarei mai aspettato…
E’ un modo di dire, lo sapete tutti
Piove, Governo Ladro!
E quest’anno è piovuto tanto…
Che ci sia una relazione direttamente proporzionale?
Guardate le foto: le ho fatte oggi, lunedì, dopo i temporali di sabato sera.
Incredibile. Sono mortificato.
Quest’anno è stato proprio una fregatura.
Si, si.. c’è una relazione e questi sono gli influssi malefici di Palazzo Grazioli sul clima in Toscana
Questa è un’annata strana…
Basta leggere i titoli dei giornali: un giorno si deve votare per forza, il giorno dopo no, anzi, chi l’ha mai detto?
E così molte verdure, quelle più delicate hanno avuto un ritardo nella produzione molto accentuato.
I peperoncini per esempio hanno risentito di una fredda primavera e delle tante piogge e i primi frutti sono diventati rossi da pochi giorni. Almeno da me.
In compenso i pochi che ho raccolto e mangiato sono terribili, piccantissimi.
Ora temo, visto che anche stasera piove a quelloddio, che i frutti non ce la facciano a maturare e che uno dei miei piaceri preferiti, il peperoncino consumato crudo ovunque, svanisca e mi faccia rimanere con la voglia per un anno intero…
Però, che belli mi sono venuti….

Sono sempre stato attento alle previsioni meteo. Lavorando all’aperto o dovendo dirigere e organizzare lavori nei parchi e sugli alberi, è inevitabile scrutare il cielo e agire di conseguenza.
Nell’elenco dei siti preferiti ce ne sono diversi che trattano di previsioni meteo.
E comunque ormai ho una certa esperienza e un senso che si è sviluppato negli anni per capire se davvero pioverà oppure no.
   Sapevo che oggi sarebbe venuta a quell’oddio.
Nei giorni precedenti mi sono indaffarato per zappare tutte le parti dell’orto dove c’erano fagioli, agli, cipolle e patate ormai libere.
Stamani di corsa a piantare zucchine (perché quelle messe in maggio ormai sono quasi a fine produzione), cavolfiori novembrini, porri e radicchi rossi e pandizucchero.
E allora girarsi verso la finestra e vedere piovere copiosamente è una bella sensazione, e la (quasi) certezza che il lavoro è stato fatto bene, nei tempi giusti e darà un buon raccolto.
Stasera ho colto i primi pomdori di quest’anno.
Favolosi.
Peccato aver mangiato da solo: era proprio un momento da condividere.
Ma ce n’ho ancora tanti che stanno per maturare…
Questo è uno dei momenti più belli di tutta la stagione. Ancora l’estate non ha fatto sentire i morsi della sete e le bruciature dei raggi di sole troppo insistenti.
Tutto è nel massimo splendore e nel pieno della maturazione.
Aspettando i pomodori si possono raccogliere pesche, susine e le prime pere.
Zucchine, cavoli cappucci, erbucce, cetrioli, insalate, fagiolini e bietoline rosse, di cui ho abbondato nella semina immaginandomi un bel film, tutto positivo.
Comunque c’è sempre da lavorare. Si deve dare il ramato, legare i cetrioli e i pomodori, scacchionare i pomodori, rincalzare e zappare sempre intorno alle piante, e chiaramente innaffiare possibilmente ogni giorno nelle ore più fresche con acqua a temperatura ambiente.
Ma insomma questo è uno dei momenti che danno più soddisfazione.
pesche vellutate |
zucchini fiorentini |
legatura dei cetrioli |
do los ramatos |
raccolto di una sera |
particolare bietolina |
pomodori pachino |
susine da urlo |
cavololella |
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